Achillea nana L.


Millefoglio nano.

ImmagineDescrizione: erbacea perenne fortemente aromatica, grigio-tomentosa e lanosa. Il fusto ascendente. I getti basali sono striscianti. Le foglie lanceolate bipennatosette con sottili segmenti.

Fiori: capolini poco numerosi, tubulosi bianco grigiastri o ligulati. L’involucro ovoidale presenta squame irsute bordate di scuro.

 

Frutto: achenio appiattito.

 

Distribuzione: endemica sul arco Alpino.

 

Habitat: predilige terreni silice, ghiaie consolidate, pietraie dai 1800 ai 3000 m.

 

Antesi: Luglio Settembre.

 

Proprietà: officinale commestibile. 

 

Acorus calamus L.


 

Calamo aromatico.

 

Immagine

Descrizione: erbacea acquatica perenne. Presenta un lungo rizoma ramoso e strisciante orizzontale. Di colore verde nella parte superiore più scuro o rosato in quella inferiore d cui si dipartono radici carnose. Le foglie sono di color verde brillante erette e lineari a forma di spada con apice acuto. Presentano una nervatura centrale. Scapi fiorali trigono-compressi subeguali alle foglie, prolungati in un lunga spata verde, fogliacea ad apice acuto la quale racchiude l’infiorescenza.
L’infiorescenza forma uno spadice cilindrico-conico, eretto o incurvato. Portante numerosi fiori ermafroditi giallo-verdastri. Il perigonio è formato da sei petali membranacei oblunghi.
Stami: sei.
Frutto: capsula bacciforme oblunga che contiene uno o più semi.
Distribuzione: specie rinaturalizzata presente a macchia di leopardo in Italia.

 

Habitat: paludi, fossi, sponde dei canali. Fino ai 300 m.

 

Antesi: Maggio Giugno.

 

Proprietà: specie commestibile officinale.

 

Note: pianta di origine asiatica introdotta in Polonia che viene coltivata dal XIII secolo.

 

Introdotta in Italia a meta del 1500 e coltivata per uso officinale. Poi rinaturalizzata in alcune aree.

 

Oggi la Acorus calamus è da considerarsi raro e si ritrova in piccole aree.

 

 

 

Impatiens glandulifera.


Balsamina ghiandolosa.

ImmagineDescrizione: erbacea annuale a fusto eretto, traslucido, rossastro ingrossato ai nodi intersezionali. Foglie picciolate, lanceolate fittamente seghettate appuntite all’apice. Opposte grandi o in verticilli di tre nella parte superiore della pianta. Alla base dei lembi fogliari ed i piccioli sono orlati di piccole ghiandole.

Fiori: penduli molto grandi di rosso vivo o rosa raramente bianchi macchiati. Posti su racemi ascellari. I fiori sono ermafroditi, la corolla formata da tre sepali petaloidei,  inferiore più grande a formare una coppa petaloidea terminante con un sperone corto e ricurvo. Quelli laterali uniti a due a due. Ovario supero, cinque stami.

Frutti: capsula a forma di clava giunta a maturità esplode aprendosi di scatto lanciando i semi a notevole distanza.

 

Habitat: predilige terreni umidi, fossati, canali, greti fluviali, incolti. Dai 200 ai 700 m. raramente a quote superiori.

ImmagineDistribuzione: nord Italia, pianura padana, colline Emilia Romagna. Segnalata occasionalmente appennino Toscano.

 

Antesi. Giugno Settembre.

 

Congeneri: Impatiens noli-tangere. (Balsamina gialla)   Impatiens parviflora. (Balsamina minore)   Impatiens balfourii ( Balsamina di Balfour)   Impatiens balsamina ( Balsamina coltivata)
Proprietà: specie officinale.

 

Impatiens glandulifera è una delle essenze dei Fiori di Bach.

 

 

 

Achnatherum calamagrostis L.


Cannella argentea.

ImmagineDescrizione: erbacea perenne densamente cespitosa molto fogliosa con numerosi culmi eretti o ascendenti. Le foglie finemente pubescenti, lineari-scanalate.

Pannocchia: stretta ed allungata, ovato-piramidale. Inizialmente argentea poi paglierina piuttosto lassa e talora incurvata in alto, con rami inferiori alternativamente semiverticillati . Tutti i rami sono patenti ed appressati al rachide nel secco. Le spighette lucide, lanceolato-acute glabre subeguali.

ImmagineFrutto: cariosside.

 

Disposizione: presente in tutta Italia escluse isole maggiori.

 

Habitat: predilige suoli calcarei aridi e soleggiati. È una pianta pioniera nei ghiaioni, aree franose, greti fluviali. Dal fondo valle ai 1700 m.

 

Antesi: Giugno Settembre.

 

Note: appartengono allo stesso genere, Achnatherum bromoides L. e Achnatherum caudatum ( specie esotica rinaturalizzata nel Lazio )

 

 

 

Rosmarinus officinalis L.


Rosmarino.

ImmagineDescrizione: pianta perenne sempreverde a forma cespugliosa. Può raggiungere i due metri in altezza. Presenta una corteccia bruno chiara sul fusto. Foglie verdi scure, lucide, lineari, lunghe, revolute sul bordo. Opposte lungo i rami o in ciuffi ascellari.
Fiori: ascellari brevi generalmente posti nella parte superiore dei rami. La corolla a tubo sporgente gonfia alla fauce azzurro-chiara o lilla o bianco-rosea. Il labbro superiore diritto formato da due lobi, il labbro inferiore trifido con lobo centrale più grande. I lobi laterali oblunghi più o meno rivoluti. Gli stami sono ascendenti e superano la corolla. Lo stillo è semplice a stimma bifido.
Frutto: acheni oblunghi. Di norma sono quattro.
Antesi: Aprile a Agosto. Tutto l’anno lungo le coste e in luoghi protetti.
Habitat: predilige i terreni calcari si ritrova dal livello del mare fino hai 900 m.
Spontaneo sulle coste, presente nella macchia mediterranea. Introdotto o coltivato è presente in tutta Italia.
Proprietà e Utilizzi: commestibile officinale.

Geranium phaeum


 

Famiglia: Geraniaceae

 

ImmagineUno tra i gerani selvatici più rustici e generosi è il Geranium phaeum che si trova spontaneo nei sottoboschi del Nord Italia.

Ideale per il giardino dove crea un cuscino di foglie presenti quasi tutto l’anno e una lunga fioritura primaverile-estiva.

 

ImmagineLa pianta forma un cespuglio di 30-35 cm di altezza, è semi-sempreverde e mantiene le foglie quasi tutto l’anno. La fioritura, che può arrivare anche ai 50-60 cm per tutta la primavera. Spesso riprende in estate e alcune cultivar sono fiorite anche in autunno. I fiori della specie botanica sono bordeaux chiaro, ma in commercio si trovano piante dal fiore bianco puro, bordeaux molto scuro, con diverse tonalità di rosa. Interessante il fogliame spesso macchiato di rosso scuro o talvolta variegato. E’ molto rustica e non patisce il freddo invernale.

 

Esposizione, consigliata è quella a mezzombra, talvolta anche ombra completa. Al sole può resistere ma solamente se protetto da arbusti folti che creano zone d’ombra. Il terreno deve essere abbastanza umido e non necessariamente fertile, tendenzialmente calcareo. Non gradisce i ristagni idrici ma si adatta anche a terreni argillosi.

 

Coltivazione in giardino: la pianta può essere mesa a dimora in autunno o all’inizio della primavera. Avrà una buona crescita e fioritura già dal primo anno. Bagnarlo solamente nei periodi asciutti e di siccità e generalmente le piogge primaverili e autunnali sono sufficienti per una rigogliosa crescita.

 

A fine stagione in inverno , per quanto possa anche mantenere le foglie è bene procedere con una pulitura, lasciando solamente le foglie della rosetta centrale.

 

Geranium phaeum dissemina facilmente. Le giovani piante nel giro di un paio d’anni andranno a fioritura. Non è possibile raccogliere la pianta in natura, ma potete raccogliere i semi.

 

 

 

Aegopodium podagraria L.


Girardina silvestre.

ImmagineDescrizione: erbacea perenne a fusti eretti fistolosi pubescente papillosi o striati ramificati solo in alto, raggiunge 80/90 cm.

Foglie: le basali a lungo picciolo verde grigiastro. La lamina bi o triternata, contorno triangolare divisa, ovato lanceolate a base cuoriforme asimmetrica ad apice acuminata seghettate.

 

Fiori: a ombrella composta su lunghi peduncoli a raggi. Corolla a cinque petali bianchi.

 

Frutto: ovoideo oblunghi compressi.

 

Habitat: substrati ricchi di nutrienti, forre, siepi, margini boschivi ombrosi. Fino ai 1900 m.

ImmagineAntesi: Maggio Agosto.

 

Distribuzione: centro nord Italia.
Proprietà: commestibile officinale.

 

Curiosità: allo stato fresco per uso esterno e consigliata per contrastare le punture d’insetto.

 

Juglans regia L.


 

Famiglia: Juglandaceae.

 

ImmagineNoce comune, noce nostrano, noce europeo, noce bianco.

 

Descrizione: l’albero del noce può raggiungere dimensioni notevoli del fusto, che possono superare il metro di circonferenza e superare i venticinque metri in altezza.

 

Fusto: vigoroso con la corteccia di colore chiaro. Liscia nei soggetti giovani. Mentre in maturità scura e longitudinalmente fessurata. Presenta grossi rami inseriti a non grande altezza. Da giovani presentano un colore grigio rossastri poi in maturità grigi chiari.

 

Chioma: densa, ampia i qui ramicelli sono grossolani e tozzi, portanti vistose gemme fogliari all’apice.

 

Foglie: grandi, imparipennate a margine intero composte da segmenti subsessili ellittico lanceolati o obovati. La pagina superiore verde scuro mentre l’inferiore è molto più chiara. Le foglie presentano nervature secondarie molto evidenti le quali raggiungono quasi il margine.

 

Fiori uni sessuali amenti maschili penduli di colore verde bruno. I fiori femminili presenti all’apice dei nuovi rametti dell’anno. Ovario infero, con due tipici stimmi ricciuti bianco giallastri, voluminosi , ricurvi.

 

Frutti: caratteristiche drupe ovali o globose, in gruppi o solitari. L’epicarpo carnoso di colore verde ( ricco di tannino) che ricopre un endocarpo legnoso leggermente solcato, marrone chiaro, il quali a sua volta protegge il seme. Un gheriglio a quattro lobi, commestibile.

 

Habitat: terreni profondi e silicei, soleggiati. Non gradisce terreni eccessivamente impregni d’acqua. È sensibile alle temperature molto basse che possono causare danni all’albero.

 

Distribuzione: rinaturalizzato in a tutta Italia, si ritrova fino ai 1000-1200 m. in zone riparate raramente a quote superiori.

 

Antesi: Aprile Maggio.

 

Proprietà: commestibile officinale.

 

Note: l’albero è molto conosciuto, in quanto economicamente importante coltivato sia per il valore del frutto impiegato in farmacologia, cosmetica, che l’utilizzo del legname.

 

Ophioglossum vulgatum L.


Lingua di serpente, Ofioglosso comune.

ImmagineDescrizione: pianta perenne munita di un corto rizoma da qui ogni anno vengono emessi radici e fusti avventizi. Presenta una lamina ovale lanceolata sterile generalmente solitaria, di colore verde giallastro-lucente con nervature reticolate.

La lamina fertile si trasforma in una spiga lineare inserita su un lungo peduncolo alla base della lamina sterile. La pianta scompare rapidamente dopo il rilascio delle spore.

 

Habitat: terreni torbosi, acquitrini, bordi di ruscelli, dal livello del mare fino a 1700-1800 m.

 

Distribuzione: presente in quasi tutta Italia. Nel sud Italia la specie diventa rara e viene protetta da leggi regionali.

 

Antesi: Aprile Luglio.

 

 

 

In Italia sono presenti altre due specie:

 

Ophioglossum Lusitanicum L.

 

Ophioglossum azoricum C. rarissima presente sole nelle Alpi Apuane specie a rischio estinzione inserita nella lista rossa IUCN:LR

 

 

 

Note: l’Ophioglossum appartiene a un genere arcaico. Il ciclo riproduttivo è complicato in quanto richiede la presenza di un fungo. Che per anni non compare impedendo la fecondazione la specie rendendola a rischio estinzione.

 

Attività.


È ANCORA ATTUALE LA CLASSIFICAZIONE

A SCATOLE DI LINNEO?

  • La classificazione usata da Linneo, che assegna a ogni organismo un regno, phylum, classe, ordine, famiglia, genere e specie è artificiale.
  • È stata proposta PRIMA che gli scienziati comprendessero il filo conduttore dellevoluzione
  • Durante il diciannovesimo secolo ci sono stati molti tentativi di rappresentare relazioni evolutive attraverso diagrammi ad albero. Questi si basavano soprattutto sull’aspetto la forma e la struttura degli organismi
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