Aglio montano o aglio del Portogallo.


Allium lusitanicum. Immagine

 

E un pianta perenne con rizoma orizzontale ed obliquo, sul quale si sviluppano piccoli bulbi oblungo conici. Avvolti in una membrana sottile. Il fogliame e basale a lamina piatta esternamente arrotondata. I fiori prodotti sono a ombrella provvista di spada bivalva inferiore a 1 cm, su peduncoli lunghi almeno il doppio dei fiori,a 6 petali oblunghi roseo-purpurei lunghi 4-8 mm; stami e stilo visibilmente sporgenti.

I frutti. a capsula trigona, contenente 3 semi neri lucidi.

 

Areali in cui sono presenti. Zone calde dell’Europa, della fascia arida della Siberia meridionale. Solitamente piante steppiche. Se l’areale gravita attorno al Mar Nero sono dette Pontiche.
Sudsiber. Nella fascia arida della Siberia meridionale, di solito piante steppiche.

 

Secondo l’esperienza dei nostri nonni. L’utilizzo, del succo della pianta pare possedere proprietà antitarme ed insettifughe in genere; si ritiene che le talpe rifuggano questa specie.

 

Parassiti-Tignola orientale del pesco


Insetto: famiglia Tortricidi.

 

Infestante del Pesco, altre Drupacee, Pomacee e Rosacee ornamentali.

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Lepidottero originario dei Paesi orientali da dove si è diffuso in America, Australia e Paesi europei; in Italia è arrivata nei primi anni del Novecento. Pericolosi per la frutticoltura.

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Le larve, che sono di colore rosato o ocraceo, raggiungono la lunghezza di circa 10-14 mm.

 

Gli adulti sono farfalle di medie dimensioni (circa 10-15 mm di apertura alare)

 

Danni provocati.

 

Germogli: Una sola larva può attaccare diversi germogli, accentuando il già grave danno. Scavano, al loro interno, delle gallerie longitudinali in zona midollare; l’attacco provoca un avvizzimento con conseguente perdita del germoglio.

 

Frutti: Sono molto gravi i danni, generalmente, vengono provocati dalle generazioni successive alla alla prima infestazione. La larva scava gallerie nella polpa, fino alla zona centrale a raggiungere il nocciolo. Nelle Pomacee che nelle Drupacee, l’entrata della larva avviene o in un punto di contatto del frutto con un altro organo della pianta (ramo, foglia, altro frutto), oppure nella zona di inserimento del peduncolo. Subiscono disfacimento molle i frutti sia per l’attività diretta delle larve sia per il successivo attacco di agenti fungini del marciume dei frutti che entrano dai fori delle larve.

 

La lotta. Segue i criteri di lotta guidata ed integrata; essa è basata o sul campionamento degli organi attaccati (germogli e frutti) oppure sul monitoraggio della popolazione, mediante trappole sessuali.
In ogni caso i due parametri possono completarsi a vicenda ed essere utilizzati entrambi contemporaneamente.

 

 

 

Albero della canfora.


 

Sempreverde, può vivere per più di mille anni. Il fusto può raggiungere i 40/50 m di altezza

 

All’interno dell’orto botanico di Udine è presente un’esemplare maestoso. Probabilmente è l’albero di canfora più alto in regione.

 

La canfora, viene ottenuta mediante distillazione in corrente di vapore del legno ridotto a schegge. Ha aspetto di cristalli bianchi con odore caratteristico. Una successiva distillazione produce l’olio bianco di canfora, bruno e blu. L’olio essenziale è utilizzato come antitarme.

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La coltivazione delle melanzane.


 

Per realizzarla con successo, far germogliare in semenzaio, o mettere a dimora le piantine comprate in un vivaio. E sconsigliato mettere i semi direttamente in campo aperto.

Per ottenere una coltivazione di successo, è necessario tenere ben presenti le esigenze della melanzana.  Immagine Ha bisogno di un clima caldo, con temperature che non si abbassino mai al di sotto dei tredici gradi (anche di notte).

Il terreno deve essere preparato alcuni mesi prima della semina o della messa a dimora, in modo che abbia il tempo di assorbire gli elementi nutritivi. Si procede quindi con una vangatura piuttosto profonda permettendo cosi l’interramento degli elementi nutritivi. Durante quest’operazione, si deve procedere alla fertilizzazione del terreno, con dello stallatico o con un altro concime organico. Arrivati al momento della semina, è consigliabile sarchiare il terreno preparato in precedenza, per eliminare tutte le erbacce che possono esservi cresciute nel frattempo.

Nel caso in cui si utilizzino i semi, è consigliabile metterli a dimora nel semenzaio nel mese di marzo, una volta che sarà terminato il periodo delle gelate. Verso la fine del mese di aprile è possibile trapiantare le piantine germogliate in campo aperto, avendo cura di sistemarle a circa quindici centimetri l’una dall’altra (la distanza fra le file deve essere di almeno quaranta centimetri.

Gli afidi.


ImmagineIn questi giorni su molte piante si nota la presenza degli afidi.

Le infestazioni di afidi viene aiutata da un uso eccessivo di prodotti azotati (concimi).

 

Gli afidi attratti dal’ azoto si concentro, sulle piante dove la concentrazione di azoto eccede dalla norma e dal buon senso. Una concimazione eccessiva oltre a uno spreco economico nell’acquisto di prodotti provoca anche un inquinamento dovuto al dilavamento. Portando le sostane azotate nei terreni o peggio nel circuito fognario disperdendosi poi, nelle acque chiare di superficie influendo negativamente. Provocando nei corsi d’acqua un eccesso produttivo alghare ( mucilagini )

 

Per combattere gli afidi è molto valido l’uso di prodotti naturali a base di aglio e peperoncino. E pure valido l’utilizzo di ortica fatta macerare in acqua e poi vaporizzata con uno spruzzino. Non dimenticandosi di usare una parete per inumidire il terreno.

 

I prati stabili.


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Il territorio del Friuli-Venezia Giulia è caratterizzato da un’interessante. Presenza naturalistica, di Magredi evoluti. Si tratta di quelle formazioni erbacee che non hanno mai subito il dissodamento (aratura o erpicatura). Sono costituite da un numero elevato di specie vegetali erbacee, appartenenti a numerose famiglie, la più importante delle quali è quella delle Orchidee. I prati stabili sono distinguibili dai prati avvicendati per la notevole varietà di specie dei primi rispetto all’uniformità degli altri, apprezzabile anche a colpo d’occhio. I Magredi possono ospitare fino a 70 diverse specie erbacee, ognuna delle quali sostiene, in media, la vita di altre 9 specie animali.

La veronica spicata.


 

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E una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Scrophulariaceae, originaria dell’America settentrionale, dell’Asia e dell’Europa.La pianta si presenta come un fitto cespuglio alto circa 60, formato da numerosi steli eretti ricoperti da foglie lanceolate di colore verde scuro. Gli steli terminano agli apici con fitti racemi composti da numerosi piccoli fiori di colore blu intenso o rosa carico, formati da quattro petali, quattro sepali, due stami e un ovario posizionato sul ricettacolo che possiede due organi femminili, i carpelli. I fiori di Veronica durano molto anche come fiori recisi.

Ha riaperto le porte l’orto botanico Friulano di Udine.


 

 

Immagine                Viene cosi restituito alla città di Udine e, in particolare, agli studenti delle scuole superiori nel centro studi di viale Leonardo Da Vinci. La struttura, in funzione dal 1958 e oggi completamente rimesso a nuovo, occupa una superficie di 3.700 metri quadrati.

 

Anemone. E’ un genere della famiglia delle Ranunculaceae.


 

Comprende un centinaio di specie spontanee nelle zone temperate dell’Europa mentre altre provenienti dal Sudafrica o dal Sud America.

Descrizione: Sono piante erbacee perenni, alte dai 15 cm ad oltre 1 m. I fiori sono costituiti da un perigonio formato da numerosi tepali colorati (rosso, blu, bianco, rosa o viola). L’ovario è formato da molti carpelli con disposizione a spirale. Hanno un elevato numero di stami e il frutto è un achenio. Portano radici più o meno ingrossate e in alcune specie rizomatose.

 

Richiedono un esposizione ombreggiata, suolo leggero, acido o neutro, fresco.

 

 

 

Etimologia: Il termine anemone deriva dal greco anemos, che significa vento, proprio per questo è comunemente chiamato fiore del vento. Questo appellativo è da riferirsi alla brevissima durata che i fiori di anemone hanno e alla grande fragilità che li caratterizza.

 

Narra inoltre una leggenda che Anemone fosse una ninfa della corte di Flora. Un giorno Zeffiro e Borea si innamorarono di lei, ma Flora indispettita decise di punirla e tramutarla in fiore. La condanna peggiore fu che era destinata a schiudersi precocemente e subire i venti freddi di tramontana Borea, che spargono nell’aria i suoi petali, cosi che all’arrivo del venticello primaverile Zefiro, il fiore fosse già avvizzito.

 

 

 

Usi: Gli anemoni sono debolmente velenosi, anche per il bestiame, causa una sostanza irritante per le mucose e la pelle.

 

E’ usata come pianta ornamentale per decorare giardini.

 

 

 

Di Alessia De Cia. Stagista universitario. Dell’Università di udine.

 

 

 

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