Il tasso barbasso


 

Il tasso barbasso è una pianta biennale con fusto eretto. Le sue foglie sono morbide al tatto e i suoi fiori sono di colore giallo. Può raggiungere i due metri di altezza e si presenta con fiori a spiga fitta, di colore giallo, piuttosto grandi, un po’ odorosi e molto pelosi. Anche le foglie sono piuttosto grandi soprattutto alla base, mentre tutta la pianta è coperta da una peluria biancastra.

ImmagineProprietà medicinali:

sono i fiori e le foglie che, fin dall’antichità, venivano usati nella cura dei raffreddori di petto, delle irritazioni dei bronchi, della tosse catarrale, del catarro polmonare, delle irritazioni del tubo digerente. In questi casi si prendono quaranta grammi di fiori secchi sui quali si versa un litro di acqua bollente. Si lascia riposare per mezz’ora, si filtra con molta accuratezza e si prendono quattro tazzine al giorno, lontano dai pasti, di questo infuso ben caldo. Un’azione più energica si ottiene con decotto ottenuto facendo bollire, in un litro d’acqua, 50 grammi di fiori di verbasco e 50 grammi di foglie di malva. Si filtra e si beve come sopra indicato. Anche le affezioni asmatiche, al tubo digerente ed alle vie urinarie ne avranno grandi benefici. Per i raffreddori di testa è un’ottima abitudine annusare come tabacco le foglie di verbasco finemente polverizzate. I benefici effetti liberatori si faranno presto sentire. Questa polvere, poi, avrà una utile applicazione se cosparsa su piaghe e ferite che stentano a guarire. Non rimane da aggiungere che fiori e foglie, una volta raccolti, devono essere accuratamente essiccati al sole il più in fretta possibile.

ImmagineHabitat: incolti e pietraie dal piano alla collina.

 

 

Justicia brandegeana


 

Questa pianta è originaria del Messico. Detta anche, pianta gamberetto, per la curiosa forma in cui sono disposte le brattee che reggono i fiori. Sia la forma che il colore ricorda la corazza di un gambero. Piante americane, essenzialmente tropicali, ne esiste tuttavia una specie che prospera in California, detta appunto justicia californica Immagine

 

Cespuglio erbaceo, sempreverde, molto ramificato, che non supera di norma il metro di altezza, presenta foglie ovate, lievemente pubescenti, lunghe fino a circa 7 cm. I fiori sono piccoli, lunghi 2-3 cm, e di colore bianco che nascono all’interno di una spiga terminale, virano col tempo dal verde al rosso scuro; la fioritura si sussegue dalla primavera all’autunno. I frutti sono capsule oblunghe, di circa 1,2 cm di lunghezza, contenenti semi ovoidi lunghi circa 3 mm

La zecca killer venuta dall’Est Europa.


 

Il morso della zecca, a causa dell’effetto anestetizzante della saliva, non provoca nessun dolore e non mostra particolari sintomi se non quelli che potrebbero essere tranquillamente confusi con una banale influenza.

ImmagineDopo un periodo di incubazione di 7-14 giorni, a seconda dei casi, la persona colpita mostra febbre, cefalea, senso di stanchezza e nausea. Per 1 fino a 8 giorni, seguono ulteriori complicazioni come paralisi e mialgia. La malattia può poi colpire il sistema nervoso centrale con danni che possono essere invalidanti e permanenti.

ImmagineNon esiste ancora una vera e propria cura, è possibile prevenire la TBE con una vaccinazione in grado di proteggere da tutti i tipi di virus.

 

Nel caso, si venisse morsi dalla zecca. Rivolgersi al pronto soccorso, per l’estrazione.

 

 

 

 

 

Carex humilis


Forma Biologica: H caesp – Emicriptofite cespitose.

Piante perennanti ,poste a livello del terreno e con aspetto di ciuffi serrati.

ImmagineDescrizione: Pianta perenne, con rizoma robusto obliquo. Cespo denso, avvolto alla base da fibre brune scure e circondato dalle foglie essiccate degli anni, adagiate orizzontalmente a terra.

Culmi centrali gracili, brevi (5-12 cm) eretto-ascendenti, arrossati alla base.

Foglie strettamente lineari lunghe 2-3 volte il fusto e larghe 1-1,5 mm, prima piatte e verdi glauche quindi canalicolate e verdi scure, rigide, scabre al margine,  lungo il culmo 3/5 spighette. Lasse, con peduncoli di 2-8 mm avvolti da brevi brattee fogliacee biancastre o rossicce con nervatura prolungata verdi sulla carena.

Frutti ad achenio lungo 2 mm racchiuso nell’otricello.

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Marzo – Giugno. Distribuzione in Italia: Tutte le regioni centro-settentrionali; nel meridione nella sola Campania.

Habitat: Prati aridi e soleggiati, boscaglie termofile, pascoli e rupi; su calcare, dal fondovalle a 2200 m.

Come combattere gli afidi.


 

L’afide è un parassita di quasi tutte le piante ornamentali. Invadendo anche le culture agrarie.

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Per rimediare alle infestazioni di afidi esistono diversi rimedi offerti dagli antiparassitari. Presenti in commercio.

Oggi vediamo come prodursi in casa dei prodotti. Destinati ha combattere gli afidi.

 

1) Prendere un spicchio d’aglio tagliare a meta. Utilizzare circa mezzo peperoncino piccante essiccato o fresco se disponibile. Inserire il tutto in una garza o pezzo di straccio. ( serve ha fare affondare il composto ) Lasciare macerare in un litro d’acqua per un giorno.

 

Per irrorare utilizzare un comune spruzzino.

 

2) Procurasi del sapone di Marsiglia di qualità. Fate bollire un litro d’acqua, e versateci dentro 20 grammi di sapone lasciate disciogliere il sapone, lasciate raffreddare l’acqua e spruzzate le piante colpite dall’afide.

 

Questi semplici rimedi non solo contrastano l’afide ma intervengono anche verso altri parassiti come la mosca bianca.

 

Erica carnea L. (Sinonimo: Erica herbacea)


Famiglia: Ericacee

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Habitat naturale: Su prati e pascoli aridi, nei cespuglieti, sui pendii sassosi nelle zone aperte e luminose dei boschi di conifere. Resiste tuttavia più che bene anche in posizioni ombreggiate al limitare dei boschi. Raggiunge i 2500 metri di quota ed è piuttosto comune nel nord Italia specie sulle Alpi e Prealpi.

Periodo di fioritura: Da febbraio a giugno.

Descrizione della pianta: Pianta perenne con fusto strisciante e legnoso non più alta di 40 cm. Dal fusto spuntano rametti che portano le foglie sempreverdi di tipo aghiforme e di colore verde scuro.

I fiori, a forma di botte (fiori urceolati), sono raccolti in grappoli e presentano colorazione rosa più o meno intensa. Sporgono da ciascuno di essi 8 stami sporgenti e uno stilo ancora più lungo. I fiori sono tanto fitti da creare un bellissimo cuscino fiorito sviluppato per lo più in larghezza.

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Note: E’ una pianta che presenta proprietà farmaceutiche.   

Arabis turrit


Descrizione: Pianta bienne e a volte perenne, pubescente, rizomatosa, alta da 10 a 90 cm. con fusto robusto, eretto, irsuto tomentoso, spesso rossastro, semplice o con ramificazioni in alto.

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Foglie vellutate per un fine tomento di peli, le basali disposte in rosetta, sono ovate, attenuate alla base in un lungo picciolo, irregolarmente e debolmente dentate al margine, quelle cauline alterne, lanceolate, con base cordata che abbraccia il caule con due orecchiette.

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I numerosi fiori di colore giallo pallido o biancastro, sono riuniti in racemi fogliosi, hanno il calice con 4 piccoli sepali lunghi quanto il picciolo e la corolla con 4 petali lineari-cuneati, lunghi 6 -10 mm.
I frutti sono silique,unilaterali e ricurve a maturità, lunghe fino a 15 cm, senza nervatura mediana, glabre o scarsamente pelose, che contengono semi alati che vengono disseminati dal vento

Tipo corologico: S-Europ. – Europa meridionale.
Steno-Medit. – Entità mediterranea in senso stretto (con areale limitato alle coste mediterranee: area dell’Olivo).

Antesi: da Marzo a Giugno

Distribuzione in Italia: Pianta diffusa in tutte le regioni, rara lungo le coste e assente in Sardegna.

Habitat: Boschi, radure, pendii sassosi, luoghi ombrosi, bordo strade da 200 a 1600 m di altitudine, su terreni di preferenza calcarei.

A pochi passi dal centro di Udine trovate il parco, dell’orto botanico Friulano.


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L’Atropa bella donna


 

 

 

 

 

 

Tutta la pianta è velenosa

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La caratteristica di questa pianta è il suo odore sgradevole. Ha una radice a rizoma,un fusto eretto molto robusto e ramificato. Le foglie sono alterne, picciolate con lamina ovale-lanceolata. I fiori sono solitari con portamento pendulo,con corolla campanulata. Sono di colore violaceo. Il suo frutto è una bacca sferica,carnosa di colore nero.
Fiorisce da Giugno a Settembre. Appartiene alla famiglia delle Solanaceae.
Pianta di origini Mediterraneo montano,vegeta nei boschi,dalle zone montane e submontane fino a oltre i 1500 metri.

 

 

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In particolare i frutti e le radici.
I più pericolosi,soprattutto per i bambini,sono i frutti,dal sapore dolciastro e simili ad una ciliegia attirano facilmente la loro attenzione.
L’intossicazione può avvenire per ingestione. Questo provoca aumento della temperatura corporea,innalzamento della pressione arteriosa, aumento dei battiti cardiaci,delirio,allucinazioni,vomito e, nei casi più gravi,convulsioni e morte.

 

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L’ape. ( Apis mellifera )


 

Nome scientifico: Apis mellifera

 

Ordine: Imenotteri

 

Descrizione: L’apis mellifera, è un Imenottero molto intelligente. Costruisce la celle, basandosi sulla percezione dei campi gravitazionali e magnetici terrestri. Comunica con i suoi simili mediante suoni prodotti dalle vibrazione delle ali.

Con l’emissione di feromoni e un complesso linguaggio basato su danze.

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Note caratteristiche/curiosità: L’alveare delle api è fatto di cera,prodotta da ghiandole speciali dell’addome delle operaie. Le cellette esagonali formano,insieme, un favo. Alcune cellette sono piene di nettare e saliva,altre di polline,altre ancora ospitano le larve. La temperatura interna è mantenuta costante dalle operaie che “fanno vento”battendo le ali o trasportano acqua all’interno o ancora,se occorre,”tremano”per aumentare la temperatura. Le api sono in grado di comunicare alle compagne la posizione di un prato ricco di fiori. Quando un’operaia individua il luogo adatto torna all’alveare ed esegue una sorta di danza. Se il movimento è circolare,il prato è vicino;se l’addome si muove molto e l’ape disegna una specie di otto,il prato è lontano e ne viene indicata la posizione rispetto al sole. Le comunità di api si distinguono in tre gruppi:operaia,fuco e regina. Le operaie costruiscono e riparano il nido,si occupano della regina e curano le larve. Raccolgono il polline e lo portano al alveare. I fuchi si occupano di fecondare la regina,madre di tutte le api.

Habitat: Diversi tipi di ambienti vegetazionali.

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